LA CONFERENZA (Focus Filosofico e Performativo)
Allucinazioni Sintetiche: Neuroscienze, Arte e Intelligenza Artificiale a Seregno
Se la tecnologia ci fornisce nuovi strumenti, è l’arte che ci costringe a porci nuove domande sulla percezione della realtà. Il 9 maggio 2026, presso la Sala Monsignor Gandini di Seregno, la conferenza conclusiva del Festival delle 12 lune ha scardinato le certezze visive del pubblico, portando sul palco una collisione inedita tra neuroscienze, automazione e l’eredità surrealista di Luca Crippa.
Rompere la quarta parete: l’inganno visivo
Fin dai primi minuti, la classica esposizione teorica ha lasciato spazio a un’esperienza performativa. Abbiamo testato collettivamente i confini dell’inganno visivo, mettendo a confronto opere originali (polimaterici e chine) con allucinazioni sintetiche generate in tempo reale dalle intelligenze artificiali. L’obiettivo non era dimostrare la potenza del software, ma indagare la fragilità dell’occhio umano.
Un momento interessante è stato quello dell’“allucinazione guidata”: ho chiesto alla platea di immaginare una bicicletta impossibile, costruita con tubi di rame ossidato, frammenti di materia ruvida e pattern optical a china (tipici di Luca Crippa). L’immagine proiettata a schermo per alcuni si è dimostrata simile a quella che il loro cervello aveva appena assemblato.
L’Inconscio Collettivo Digitale
È stato il ponte concettuale perfetto per un parallelo affascinante: le neuroscienze ci insegnano che il nostro cervello non “registra” la realtà, ma la allucina continuamente assemblando memorie, frammenti e costrutti culturali, per dare un senso a stimoli incompleti (esattamente come avviene nelle celebri illusioni ottiche).
L’Intelligenza Artificiale opera allo stesso modo: pesca dal suo spazio latente – un vero e proprio inconscio collettivo digitale – e assembla il rumore per generare un senso nuovo. Luca Crippa lo faceva fisicamente con i ferri vecchi; oggi, la macchina lo fa con i pixel.
Il Creative Technologist come Architetto di Sistemi
Il ruolo dell’artista si inserisce oggi proprio in questa fessura. Diventa un architetto di sistemi complessi. Utilizzando piattaforme logiche come n8n, è possibile progettare architetture invisibili dove diversi agenti intelligenti (testuali e visivi) dialogano in autonomia per generare cultura e arte, ridefinendo il concetto stesso di automazione creativa.
L’interesse della platea ha confermato che la tecnologia non sta sostituendo l’artista, ma gli sta offrendo una tela infinitamente più vasta, tessuta di logica computazionale e sogni sintetici.
Le “Allucinazioni Sintetiche” sono un format performativo e divulgativo pensato per festival, conferenze ed eventi culturali che vogliono esplorare l’impatto dell’Intelligenza Artificiale sulla creatività contemporanea.
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