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	<title>Interviews &#8211; enzo gentile</title>
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	<description>creative technologist</description>
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	<title>Interviews &#8211; enzo gentile</title>
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		<title>Prima tesi all’Accademia di Belle Arti di Brera nel metaverso</title>
		<link>https://enzogentile.it/2022/11/26/prima-tesi-allaccademia-di-belle-arti-di-brera-nel-metaverso/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Nov 2022 10:59:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Academic]]></category>
		<category><![CDATA[articles]]></category>
		<category><![CDATA[inhome]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[brera]]></category>
		<category><![CDATA[nft]]></category>
		<category><![CDATA[prima tesi nel metaverso]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 25 novembre 2022 Accademia di Belle Arti di&#160; Brera: la prima tesi discussa nel metaverso. Tesista: Sara Calandra, studentessa del biennio di Comunicazione Creativa per i Beni Culturali Relatori: Enzo Gentile e Gabriele Perretta. Commissione: Rosanna Ruscio, Chiara Nenci, Marco Negroni. La tesi, dal titolo “È TUTTA QUESTIONE DI CASUALITÀ? Il giusto innesto tra [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 25 novembre 2022<br />
<strong>Accademia di Belle Arti di&nbsp; Brera</strong>: la prima tesi discussa nel metaverso.</p>
<p style="text-align: justify;"><img decoding="async" class="alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/breralogo.jpg">Tesista: <strong>Sara Calandra</strong>, studentessa del biennio di Comunicazione Creativa per i Beni Culturali<br />
Relatori: <strong>Enzo Gentile</strong> e <strong>Gabriele Perretta</strong>.<br />
Commissione: Rosanna Ruscio, Chiara Nenci, Marco Negroni.</p>
<p style="text-align: justify;">La tesi, dal titolo “<strong>È TUTTA QUESTIONE DI CASUALITÀ? Il giusto innesto tra Arte, Crypto e mercato</strong>”tratta l’utilizzo degli<strong> NFT</strong> nel campo artistico (movimento Crypto Art), attraverso uno sguardo storico critico, spostando il focus dal mondo nativo Crypto a quello della poetica individuale di ciascun artista a beneficio della propria creatività.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrera.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-5569 alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrera.jpg" alt="" width="103" height="98"></a>L’analisi si snoda attraverso le risposte a determinati quesiti, fondamentali per comprendere il periodo storico artistico in cui viviamo e per prevedere quanto questo fenomeno permane nel tempo, oltrepassando la hype del momento. La soluzione a queste domande nasce attraverso la ricerca e lo studio che hanno<br />
portato alla creazione e lo sviluppo del progetto <strong>MetaBrera</strong>, fondato da <strong>Annalisa <a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-5574 alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam.jpg" alt="" width="625" height="172" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam.jpg 1161w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam-300x83.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam-1024x282.jpg 1024w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/metabrerateam-768x212.jpg 768w" sizes="(max-width: 625px) 100vw, 625px" /></a>Curtarelli, Maddalena Conti, Martina Dalla Vecchia e Sara Calandra</strong> il quale si configura non solo come il primo proposito accademico sullo sviluppo didattico, pedagogico e culturale relativo agli NFT e Crypto Art in Italia, ma anche il primo a strutturarsi per coprire contatti con istituzioni al di fuori della sfera universitaria.</p>
<p>Contatti e Community: @metabrera&nbsp; &nbsp;metabrera@gmail.com</p>
<p style="text-align: justify;">A supporto della tesi sono inserite delle <strong>interviste</strong> realizzate con personalità influenti del settore come il direttore artistico del MoCDA <strong>Filippo Lorenzin</strong>, l’artista <strong>Emanuele Dascanio</strong>, il collezionista pseudo-anonimo e creatore del fondo artistico NFT TURING FUND <strong>Damiano</strong>, il professore <strong>Enzo Gentile</strong>, il fotografo <strong>Paulo Renftle</strong> e il CEO di Metagate (OVER Expert) <strong>Marco Pizzini</strong>, che saranno reperibili all’interno del sito web di MetaBrera.</p>
<p>La discussione, oltre che avvenire nelle abituali modalità previste dal regolamento accademico, verrà trasmessa in streaming nel Metaverso Spatial &#8230;&nbsp;</p>
<p><em><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/comunicato-stampa-tesi-nel-metaverso_Brera.pdf" target="_blank" rel="noopener">articolo completo (pdf)</a><br />
</em><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2022/12/Intervista.pdf" target="_blank" rel="noopener"><em>intervista a Enzo Gentile (pdf)</em></a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Creative Europe: art and digital technologies &#8211; Interview</title>
		<link>https://enzogentile.it/2017/04/06/creative-europe-art-and-digital-technologies-interview/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 10:03:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
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					<description><![CDATA[Interview to Enzo Gentile , creative technologist, one of the creators of the Viset project. Name of the project: Virtual Sets: Creating and promoting virtual sets for the performing arts&#160;&#160;&#160; Country: Italy Date: Start: 03-11-2014 &#8211; End: 29-10-2016 &#8211; Duration: 24 months Company: LABA SRL VIA DON GIACOMO VENDER 66, 25127 BRESCIA ( Italy) www.laba.edu [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Interview to Enzo Gentile , creative technologist, one of the creators of the Viset project.</p>
<p>Name of the project: Virtual Sets: Creating and promoting virtual sets for the performing arts&nbsp;&nbsp;&nbsp;<br />
Country: Italy<br />
Date: Start: 03-11-2014 &#8211; End: 29-10-2016 &#8211; Duration: 24 months<br />
Company: LABA SRL VIA DON GIACOMO VENDER 66, 25127 BRESCIA ( Italy) www.laba.edu</p>
<p>Partners: Spain: ASSOCIACIO KONICLAB CREACIO CONTEMPORANIA I NOVES TECNOLOGIES<br />
United Kingdom: PACIFIC STREAM ENTERPRISE SOLUTIONS COMMUNITY INTEREST COMPANY Serbia: FAKULTET ZA MENADZMENT U NOVOM SADU<br />
Serbia: ASSOCIATION KULTURANOVA UDRUZENJE</p>
<ol>
<li>Do you think that digital technologies are influencing art? If your answer is “yes”, in which way do you think are they affecting it?</li>
</ol>
<p>Certamente si. Il mondo dell’arte, sin dall’antichità, è sempre stato molto attento alle innovazioni tecnologiche. La contaminazione tra arte e tecnologia, se realizzata in modo corretto e non fine a se stessa, è senz’altro un modo per ampliare la creatività. La tecnologia può essere utilizzata sia per creare forme completamente nuove di arte ma anche come ausilio alle forme di arte classica.</p>
<ol start="2">
<li>How important are digital technologies in your project?</li>
</ol>
<p>Il nostro progetto è quasi interamente incentrato sulle nuove tecnologie che affiancano I personaggi in scena creando mondi virtuali e interattivi che si evolvono ogni volta in modo diverso creando spettacoli unici e irripetibili.</p>
<ol start="3">
<li>In which way would your project be considered <em>creative</em>?</li>
</ol>
<p>Il progetto ViSet utilizza forme d’arte tecnologiche molto avanzate e interattive che creano immagini in arte generative che si possono annoverare senz’altro nell’alveo della creatività pur provenendo da codice e regole matematiche apparentemente rigide. La trasformazione del codice di un programma in arte generative è senz’altro una operazione molto creativa.</p>
<ol start="4">
<li>When was your project financed by <em>Creative Europe</em>? Did your project be financed for several years? If your answer is “yes”, did the funding growth through the years?</li>
</ol>
<p>Il nostro progetto è stato finanziato per 2 anni dal 2014 al 2016 secondo le precise regole europee per il finanziamento di questo tipo di programma. I fondi sono erogati in modo continuativo sino al budget previsto rispettando tempi e controllando lo stato di avanzamento dei lavori. Il fondo in questione, dedicato alle nuove forme d’arte è aumentato durante gli anni.</p>
<ol start="5">
<li>How important is/was the European funding for the life of your project?</li>
</ol>
<p>I fondi europei per questo genere di progetti altamente sperimentali rappresentano una delle poche opportunità che hanno le Università o le Accademie per sviluppare progetti innovativi e coinvolgere partner di altri paesi in uno scambio molto proficuo di esperienze.</p>
<ol start="6">
<li>Did the <em>Culture</em>/<em>Media </em>brand give your project an added value?</li>
</ol>
<p>Certamente si, questo tipo di progetti normalmente non sono rivolti a un grande pubblico proprio per la loro natura sperimentale. Il settore Culture/Media ha aperto molte strade ad artisti che difficilmente avrebbero le capacità economiche per sostenerne i costi.</p>
<ol start="7">
<li>Did you notice any improvements during the years?</li>
</ol>
<p>Ho notato senz’altro, in questi ultimo anni,&nbsp; una maggiore attenzione verso le forme d’arte meno conosciute e innovative da parte dei programmi europei e una maggiore attenzione anche da parte del pubblico.</p>
<ol start="8">
<li>How do you estimate the impact on your public?</li>
</ol>
<p>Come tutte le sperimentazioni artistiche all’inizio occorre instaurare un rapporto “sano” tra i fautori del classico rispetto all’arte “contaminata” dale nuove tecnologie. Nella mia esperienza il pubblico ha reagito con curiosità e probabilmente ha scoperto un nuovo modo per creare arte (scenografia nel nostro caso). L’impatto è stato quindi molto positivo e ci fornisce l’entusiasmo per percorrere nuove sfide.</p>
<p>Enzo Gentile</p>
<p>ViSet project &#8211; creative technologist</p>
<p><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2017/04/TESI-Programmi-europei-e-innovazione-culturale_Selene.Scinicariello1.pdf" target="_blank" rel="noopener">link alla Tesi Programmi europei e innovazione culturale</a></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Sremski Karlovci (SERBIA): Virtual Set Design Project Meeting and Workshop</title>
		<link>https://enzogentile.it/2015/10/09/virtual-set-design-project-meeting-and-workshop-fam-faculty-of-management-sremski-karlovci-serbia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Oct 2015 15:51:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[inhome]]></category>
		<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<category><![CDATA[Workshops & Seminars]]></category>
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					<description><![CDATA[ViSet Project meeting and workshop (Virtual Set Design). FAM Faculty of Management – Sremski Karlovci (SERBIA) 9/10/2015. After Brescia, Liverpool and Barcelona the next ViSet Project meeting and workshop it was&#160;held in Novisad (Serbia). Thank you to Milan for organisation, to Mirjana, Mare,&#160;Danijel and all the other serbian friend. Looking forward to see you all [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar.jpg" rel="attachment wp-att-2248"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-2248" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar-300x100.jpg" alt="seminar" width="600" height="200" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar-300x100.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar-768x256.jpg 768w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar-1024x341.jpg 1024w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/seminar.jpg 1200w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a>ViSet Project meeting and workshop (Virtual Set Design). FAM Faculty of Management – <strong>Sremski Karlovci (SERBIA)</strong> 9/10/2015.</p>
<p style="text-align: justify;">After Brescia, Liverpool and Barcelona the next ViSet Project meeting and workshop it was&nbsp;held in Novisad (Serbia). Thank you to <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/milan.vracar" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=682427985">Milan</a> for organisation, to <a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/mirjana.kranjac" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1073786469">Mirjana</a>, Mare,&nbsp;<a class="profileLink" href="https://www.facebook.com/danijel.kadarjan" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=626173412">Danijel</a> and all the other serbian friend. Looking forward to see you all in the next meeting!</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2017/02/Schedule-Workshop-Novi-Sadv2.pdf" target="_blank" rel="noopener">Download the program (pdf)</a></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://prezi.com/imnbxvn8oamo/motion-capture-technology-and-its-applications/?utm_campaign=share&amp;utm_medium=copy" target="_blank" rel="noopener">Link to the Prezi presentation (Mirko Rakovic, Motion Capture technology) </a></p>
 [<a href="https://enzogentile.it/2015/10/09/virtual-set-design-project-meeting-and-workshop-fam-faculty-of-management-sremski-karlovci-serbia/">See image gallery at enzogentile.it</a>] 
<p style="text-align: justify;">Interview to the ViSet component (Public Broadcasting Service of Vojvodina &#8211; Serbia)</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/viset.jpg" rel="attachment wp-att-2284"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-medium wp-image-2284 alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/viset-300x170.jpg" alt="viset" width="300" height="170" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/viset-300x170.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/viset.jpg 500w" sizes="auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><img loading="lazy" decoding="async" class="alignleft wp-image-2285" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/Public-Broadcasting-Service-of-Vojvodina-300x150.jpg" alt="Public Broadcasting Service of Vojvodina" width="334" height="167" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/Public-Broadcasting-Service-of-Vojvodina-300x150.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2015/10/Public-Broadcasting-Service-of-Vojvodina.jpg 660w" sizes="auto, (max-width: 334px) 100vw, 334px" />Thank you serbian friends and to Serbian TV! <a class="profileLink" dir="ltr" href="https://www.facebook.com/milan.vracar?hc_location=ufi" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/hovercard.php?id=682427985&amp;extragetparams=%7B%22hc_location%22%3A%22ufi%22%7D">Milan Vracar</a>, <a class="profileLink" dir="ltr" href="https://www.facebook.com/mirjana.kranjac?hc_location=ufi" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/hovercard.php?id=1073786469&amp;extragetparams=%7B%22hc_location%22%3A%22ufi%22%7D">Mirjana Kranjac</a>, Mare, <a class="profileLink" dir="ltr" href="https://www.facebook.com/danijel.kadarjan?hc_location=ufi" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/hovercard.php?id=626173412&amp;extragetparams=%7B%22hc_location%22%3A%22ufi%22%7D">Danijel Kadarjan</a>, FAM University. Congratulations to&nbsp;<a class="profileLink" dir="ltr" href="https://www.facebook.com/Artypig?hc_location=ufi" target="_blank" rel="noopener" data-hovercard="/ajax/hovercard/hovercard.php?id=633146263&amp;extragetparams=%7B%22hc_location%22%3A%22ufi%22%7D">Roy Jones</a> for his impeccable English, only a slight Liverpool accent, but it&#8217;s ok&#8230;</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Intervista Intermedialab (Creativity Expression and New media)</title>
		<link>https://enzogentile.it/2013/04/07/1050/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Apr 2013 16:09:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.interactive-performance.it/?p=1050</guid>

					<description><![CDATA[Aprile 2013 &#8211; L&#8217;intervista che mi ha richiesto Chiara Amendola (Intermedialab: Creativity Expression and New media), il link all&#8217;intervista originale è qui. Enzo Gentile arte interattiva immagini generative e mondi virtuali Intermedialab incontra Enzo Gentile, informatico creativo, esperto nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie di interazione in ambito artistico e sociale. Oltre ad essere il fondatore di anughea studios, società [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aprile 2013 &#8211; L&#8217;intervista che mi ha richiesto Chiara Amendola (Intermedialab: Creativity Expression and New media), il link all&#8217;intervista originale è <a href="https://chiaraamendola.net/2013/04/07/enzo-gentile/" target="_blank">qui</a>.</p>
<p><strong><em>Enzo Gentile arte interattiva immagini generative e mondi virtuali</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Intermedialab</em> incontra Enzo Gentile, informatico creativo, esperto nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie di interazione in ambito artistico e sociale. Oltre ad essere il fondatore di anughea studios, società che opera principalmente in campo grafico e multimediale, Enzo Gentile si occupa di insegnamento, di organizzazione di workshop ed eventi e collabora nell&#8217;ideazione e nella realizzazione di progetti della Comunità Europea.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>1) Navigando nel tuo sito http://www.interactive-performance.it è impossibile non rimanere incantati dai giochi di immagini, colori, forme. Arte interattiva, immagini generative e mondi virtuali mostrano una ricerca ricca eseguita attraverso i più svariati strumenti tecnologici. Da dove sei partito e come sei arrivato ad oggi?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sono sempre stato affascinato dalle nuove tecnologie, soprattutto come strumento da utilizzare per per fini artistici o semplicemente per soddisfare gli innumerevoli momenti di &#8220;curiosità compulsiva&#8221;: ore e ore a sperimentare e inventare  improbabili aggeggi elettronici o scrivere codici per produrre qualche svolazzamento di oggetti che emettevano suoni assurdi.</p>
<p style="text-align: justify;">Eravamo in piena era &#8220;<strong>demoscene</strong>&#8220;, un fenomeno di arte e cultura alternativa in voga tra gli ottanta e novanta, i programmatori, tutti giovanissimi,  mettevano in mostra la loro bravura riuscendo a fare miracoli con le scarne capacità dei chip grafici o sonori presenti sui primi home computer.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parla ormai di ere preistoriche, il Vic 20  e il successivo C64 della Commodore, pietre miliari dell&#8217;informatica di massa, sono spesso accreditati come gli iniziatori di tale interessante sottocultura informatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante gli studi in Ingegneria Elettronica ero molto più affascinato dalle potenzialità artistiche dei primi home-computer, in campo musicale e grafico,  rispetto alla potenza dei seriosi cervelloni  con i loro tristi terminali a fosfori verdi.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2853 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg1.jpg" alt="eg1" width="900" height="120" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg1.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg1-300x40.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg1-768x102.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Terminati gli studi, con una tesi in Informatica Musicale (il MIDI era appena nato, numeri e musica iniziavano ad andare d&#8217;accordo), mi sono diviso tra la professione &#8220;classica&#8221; aziendale, con varie esperienze in gruppi multinazionali e la mia passione artistico-tecnologica.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio del nuovo secolo vi è stata la svolta, ho deciso, mi riconosco con una notevole dose di incoscenza,  di troncare il mio comodo &#8220;posto fisso&#8221;  per lanciarmi  in un&#8217;avventura che potesse coniugare passione e lavoro, erano altri tempi, meno critici,  ci sono riuscito creando una Società che operava principalmente in campo grafico e multimediale, un esempio di &#8220;decrescita felice&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo aver seguito, 3 anni fa, da esterno, un prezioso corso universitario della prof. ssa Anna Maria Monteverdi (Forme dello Spettacolo Multimediale), ho maturato l&#8217;idea di ricercare le tecnologie più interessanti e innovative da utilizzare nelle espressioni artistiche a partire dall&#8217; architectural mapping e all&#8217;arte generativa. I &#8220;toys&#8221; presenti nel sito sono  sviluppati da &#8220;artisti digitali&#8221; con un software opensource denominato &#8220;processing&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ingresso in questo mondo, ancora misconosciuto ai più, persino in ambito accademico, mi ha permesso di accrescere non solo le mie capacità tecniche ma anche la  conoscenza di nuovi strumenti difficilmente individuabili sui canali tradizionali.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg2a.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2850 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg2a.jpg" alt="eg2a" width="900" height="120" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg2a.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg2a-300x40.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg2a-768x102.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>2) Osservando il tuo lavoro si prova, dopo poco, la sensazione di varcare la soglia, il confine, oggi incerto fra reale e virtuale. In che ottica trovi interessante la continua contaminazione di questi due mondi?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Ho sempre pensato che la nostra vita sia troppo spesso troppo &#8220;reale&#8221; e pragmatica, come diceva John Lennon: &#8220;La vita è quella cosa che ci accade mentre siamo occupati in altri progetti&#8221;. Da questa filosofia è scaturata la passione per il virtuale non certo come fuga dalla realtà (almeno non sempre) ma piuttosto come un accrescimento della stessa, le nuove tecnologie, sempre più sofisticate, ci permettono di creare modi e mondi virtuali dove il livello di coinvolgimento è sempre più alto e le emozioni sono sempre più vere.</p>
<p style="text-align: justify;">Il nostro cervello è un grande interprete della realtà e ci sottopone una sua &#8220;visione&#8221;, che noi percepiamo come &#8220;reale&#8221;, sulla base di sensazioni che derivano da complessi fenomeni che interessano l&#8217;interazione tra i nostri sensi e il cervello stesso. L&#8217;interpretazione delle forme, dei colori, dei suoni passano sempre attraverso questo tipo di comunicazione che noi possiamo intercettare, modellare  e addirittura stravolgere.</p>
<p style="text-align: justify;">Una delle prime tecniche che ho sperimentato, (soltanto alcuni anni fa era praticamente sconosciuta) è stata l&#8217; &#8220;architectural mapping&#8221;, la proiezione di video su architetture esistenti. Il grado di coinvolgimento può essere tale da indurre il cervello a &#8220;credere&#8221; in improbabili trasformazioni a scapito dell&#8217;oggetto reale che viene &#8220;cancellato&#8221; perchè ritenuto meno importante o forse meno interessante rispetto allo spettacolo di luci,colori e trasformazioni.  La nostra &#8220;parte virtuale&#8221; è infatti molto più visionaria e tende a ricordare maggiormente le situazioni assurde e strane rispetto alla &#8220;normalità&#8221; che scorre spesso con rare e deboli emozioni.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-2.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2871 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-2.jpg" alt="eg3" width="900" height="107" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-2.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-2-300x36.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-2-768x91.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>3) Il tuo lavoro si svolge spesso attraverso di workshop, festival, eventi formativi. Trovi che l&#8217;interesse per le nuove tecnologie interattive stia crescendo anche all&#8217;interno degli ambienti accademici più tradizionali?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Sicuramente è cresciuta la curiosità per l&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie a fine artistici, negli ultimi workshop, dedicati prevalentemente allo sviluppo delle tecniche di video mapping, ho iniziato a inserire una parte di arte generativa e di interazione (motion tracking tramite il kinect). Quest&#8217;ultima parte ha sempre catturato l&#8217;interesse dei corsisti (scenografi, attori, studenti di Accademie) e ha stimolato molto la loro fantasia alla ricerca di nuovi sviluppi nei  settori di competenza.<br class="blank" />Da parte delle Accademie, con alcune eccezioni, vi è un certo ritardo nel proporre questi insegnamenti. Occorre però specificare che il grado di flessibilità e autonomia delle Accademie (al contrario delle Università) è tale da permettere rapidi aggiornamenti dei programmi, soprattutto quelli  legati alle nuove tecnologie per l&#8217;Arte.<br class="blank" />Resta ancora molto da fare, l&#8217;Italia è un paese vecchio, ingessato dalla burocrazia e mal gestito, possiede il 70% dei beni artistici mondiali, inutile ogni commento, la desolante situazione è nota a tutti.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;Europa sembra invece credere maggiormente nelle nuove espressioni culturali e artistiche che utilizzano le nuove tecnologie e tale considerazione anticipa la tua prossima domanda.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2856 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-1.jpg" alt="eg3" width="900" height="120" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-1.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-1-300x40.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg3-1-768x102.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>4) &#8220;International Augmented Med&#8221; un progetto Europeo volto a valorizzare i beni archeologici, ambientali e architettonici tramite l’utilizzo delle nuove tecnologie e che vede la partecipazione di 7 Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Questo vasto e interessante  progetto nasce da un&#8217;idea tua e di Paolo Servi tuo socio e collaboratore.</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Quanto passa fra la nascita di una buona idea e la realizzazione di un progetto di tale portata?<br class="blank" />Il progetto di cui fai riferimento è nato dalla collaborazione iniziale tra me e Paolo, esperto di progettazione europea. Abbiamo sottoposto l&#8217;idea a Lianne, una figura altamente professionale e preziosa senza la quale la buona idea sarebbe rimasta tale senza diventare un progetto strategico finanziato dalla Comunità Europea. In seguito abbiamo formato un gruppo cercando la collaborazione di altre due professionalità in ambito accademico e universitario.<br class="blank" />Abbiamo stilato un documento sintetico che rappresentava la nostra idea e abbiamo iniziato a cercare i partner italiani e stranieri quest&#8217;ultimi soprattutto grazie alle conoscenze di Lianne.<br class="blank" />Siamo riusciti a interessare e coinvolgere molti Paesi dell&#8217;area mediterranea, ONG, Università e altri organismi prestigiosi tra i quali la famosa Biblioteca di Alessandria d&#8217;Egitto.<br class="blank" />La parte più demotivante di tutto il progetto (del valore di oltre 3 milioni di euro) è stata la ricerca del partner italiano capofila. Dopo mesi di tentativi andati a vuoto tra molti Comuni della provincia di Imperia ci è venuto incontro il Comune di Alghero, già nostro partner, che ha accettato con entusiasmo il ruolo incredibilmente snobbato dai numerosi comuni liguri interpellati.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Comune di Alghero sta usufruendo in tal modo dei numerosi vantaggi, in termine di risorse, non solo economiche, riservate al partner leader.<br class="blank" />L&#8217;iter è stato lungo e faticoso, i partecipanti alla selezione erano agguerriti e molto numerosi, abbiamo sempre creduto nel progetto, abbiamo superato la prima selezione (tra centinaia di proposte) e quindi anche il secondo e definitivo scoglio con immensa soddisfazione dopo oltre 2 anni di lavoro a rischio  (non retribuito).</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo la prima conferenza di apertura, prevista a settembre, slittata a Novembre,  stiamo lavorando con i partner per progettare gli eventi dei prossimi 3 anni ma stiamo ancora facendo i conti con la burocrazia italiana. L&#8217;impegno maggiore non è verso gli aspetti veri e propri del progetto, cioè  progettare eventi atti a valorizzare i beni architettonici e ambientali dei Paesi partecipanti, ricchi di Storia e Cultura, ma risulta quello di combattere contro una burocrazia miope e asfissiante.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre invece sottolineare il comportamento esemplare e motivato di tutti i partner (Libano, Egitto, Palestina, Giordania, Tunisia e Spagna), abbiamo scambi continui via skype tra i vari coordinatori di progetto, un&#8217;esperienza anche umana estremamente ricca e stimolante tra culture molto diverse.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg4-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2858 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg4-1.jpg" alt="eg4" width="900" height="160" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg4-1.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg4-1-300x53.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg4-1-768x137.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>5) Utilizzo creativo e critico delle nuove tecnologie di interazione e terapeutica dell&#8217;arte. Quale, a tuo avviso, la strada possibile?</em></span></p>
<p style="text-align: justify;">Una strada assolutamente da percorrere, molti studi e progetti, soprattutto in ambito accademico e spesso a livello di sperimentazione,  hanno dimostrato l&#8217;efficacia di tale binomio.  A livello teorico la creazione di ambienti interattivi è supportata da molti approcci didattici e terapeutici come è intuitivo comprendere: il coinvolgimento cinestesico oltre che visivo e auditivo facilita sensibilmente la comunicazione.</p>
<p style="text-align: justify;">La tecnologia attuale ci offre molti prodotti &#8220;low cost&#8221; con i quali è possibile creare interfacce utente-computer che consentono di comunicare  semplicemente tramite la gestualità del corpo e attraverso il riconoscimento vocale. L&#8217;interfaccia (NUI, Natural User Interface) diventa in questo modo praticamente invisibile.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;utilizzo di un&#8217;interfaccia NUI (Kinect o Xtion, prodotti tecnologicamente molto avanzati e <em>low-cost</em>) consente di amplificare la comunicazione tramite i media digitali rendendo semplice l&#8217;interazione con essi.  Le applicazioni possibili in terapeutica dell&#8217;arte sono ancora in parte da scoprire, la strada da seguire è quella di unire le forze tra <em>interaction-designer</em> dotati di sensibilità artistica e di arte-terapeuti interessati e incuriositi dalla nuove tecnologie.</p>
<p style="text-align: justify;">Occorre poi scegliere un campo di azione tra i molti adatti alla sperimentazione (autismo, disabilità motorie o intellettive, parkinson, disagio adolescenziale &#8230;), formare un team di professionisti e iniziare a sperimentare eventualmente utilizzando altre tecniche già note di supporto.</p>
<p style="text-align: justify;">Tali iniziative sono incentivate anche da alcuni programmi specifici della Comunità Europea che offre opportunità di finanziamento molto interessanti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg5-1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-2859 aligncenter" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg5-1.jpg" alt="eg5" width="900" height="140" srcset="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg5-1.jpg 900w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg5-1-300x47.jpg 300w, https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2013/04/eg5-1-768x119.jpg 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Grazie a Chiara Amendola (Milano, Brera) &#8211; Link all&#8217;intervista originale <a href="https://chiaraamendola.net/2013/04/07/enzo-gentile/">qui</a>.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Intervista: performance &#8220;Zen Sheet Music&#8221;</title>
		<link>https://enzogentile.it/2011/10/25/2874/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Enzo Gentile]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2011 10:09:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Interviews]]></category>
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					<description><![CDATA[Ottobre 2011 &#8211; Intervista di Anna Maria Monteverdi a Enzo Gentile e Vito Mazzocchi in occasione della performance multimediale &#8220;Zen Sheet Music&#8221;. Enzo Gentile ingegnere elettronico, attualmente si occupa di interaction design con particolare interesse alle sue applicazioni nelle arti moderne. Animazione 3d, web design, fotografia, musica, sperimentazioni video-grafiche e interattività sono argomenti di studio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ottobre 2011 &#8211; Intervista di Anna Maria Monteverdi a Enzo Gentile e Vito Mazzocchi in occasione della performance multimediale &#8220;Zen Sheet Music&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><span style="color: #993300;"><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2011/10/enzo11.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3833 alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2011/10/enzo11.jpg" alt="" width="152" height="143"></a>Enzo Gentile </span></strong>ingegnere elettronico, attualmente si occupa di interaction design con particolare interesse alle sue applicazioni nelle arti moderne.<br />
Animazione 3d, web design, fotografia, musica, sperimentazioni video-grafiche e interattività sono argomenti di studio continuo e di ispirazione creativa finalizzata allo sviluppo di oggetti multimediali e artistici sempre nuovi.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>Come nasce il progetto zen sheet music? Quali elementi diventano sensibili per una performance di questo tipo?<br />
</strong></span>La collaborazione con <strong>Vito Mazzocchi è </strong>nata solo da alcuni mesi in seguito alla sua esigenza di ampliare la sua performance verso le nuove tecnologie. La necessità di operare dal vivo e in tempo reale ha comportato una serie di difficoltà tecniche che abbiamo superato grazie alla creazione di un programma ad hoc. Dopo alcuni esperimenti con vari software è stato scelto di svilupparlo con processing (<span style="color: #000080;"><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.processing.org/">www.processing.org</a></span></span>) per le sue caratteristiche di semplicità, multipiattaforma e open source.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #990000;"><strong>Quali sono le potenzialità del video-mapping applicato a una performance dal vivo?<br />
</strong></span>Nel nostro caso proiettiamo su una tela (lo &#8220;spartito cosmico&#8221;) le note provenienti dalla chitarra di Vito e le trasformiamo in tempo reale in macchie di colore.<br />
La chitarra è collegata non solo all&#8217;amplificatore ma anche a un dispositivo hardware che consente la digitalizzazione in tempo reale delle note suonate convertendole in formato midi e quindi numerico.<br />
Con tali &#8220;numeri musicali&#8221; è possibile, sempre in tempo reale grazie alla potenza dei nuovi computer, pilotare il software per creare, nel nostro caso, delle macchie con grandezza e colore dipendenti dalle note suonate.<br />
In futuro potremo costruire lo spartito proiettando su qualsiasi superficie sfruttando le tecniche e le potenzialità dell&#8217;architectural mapping.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY">&nbsp;<span style="color: #990000;"><strong>Quali sono le peculiarità di questa tecnica rispetto a una normale gestione audio-video in diretta come vediamo nei live set?<br />
</strong></span>I dati analogici (suono della chitarra o altri strumenti tradizionali, compresa la voce) devono essere resi comprensibili al computer quindi digitalizzati, estrarne le singole note, la loro durata, la loro espressività e trasferirle al software che li trasforma in oggetti grafici, il tutto in tempo reale.<br />
Il pubblico non deve percepire tempi di latenza tra il suono e la creazione dell&#8217;oggetto grafico.<br />
La principale difficoltà è rappresentata proprio dalla taratura dello strumento hardware (si tratta di in convertitore suono-midi, noi abbiamo scelto quello &#8220;mono&#8221; perché molto più semplice da gestire e da installare e dal costo limitato).<br />
Il limite del convertitore monofonico, (possibilità di suonare solo una nota per volta, gli accordi sono esclusi) non rappresentava un problema nell&#8217;ambito delle caratteristiche della performance.<br />
Il software ha inoltre la possibilità di gestire tali note singole in modo estremamente veloce in modo da limitare (praticamente a livelli impercettibili) i tempi di latenza.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>Quali sono le tue esperienze nel campo tecnologico, il tuo background e come mai hai avuto questa fascinazione per l&#8217;interaction design?<br />
</strong></span>&nbsp;Mi occupo di nuove tecnologie da sempre, dal primo Commodore Vic20 all&#8217;attuale Kinect della Microsoft. E&#8217; una malattia innata, il mio background ingegneristico-informatico mi ha permesso di coltivare attivamente questa passione cercando continuamente l&#8217;innovazione e le applicazioni in campo artistico. Ultimamente mi sto occupando principalmente di &#8220;interactive architectural mapping&#8221; e di &#8221; audio-video real time processing&#8221;.<br />
L&#8217;ultima frontiera, ancora tutta da esplorare è rappresentata dal &#8220;kinect&#8221;, un oggetto realizzato dalla Microsoft per scopi puramente ludici ma che molti artisti hanno già elevato a oggetto tecnologico da utilizzare nelle loro performance.<br />
Tale oggetto è un concentrato di tecnologia &#8220;interattiva&#8221; infatti comprende telecamera a infrarossi, un sensore di profondità, una batteria di microfoni per la rilevazione ambientale e una telecamera standard.<br />
E&#8217; quindi possibile, tramite software e driver specifici, pilotare in tempo reale computer, grafica, suoni, suoni, video e molto altro con il solo utilizzo dei movimenti del corpo rendendo superflui gli ingombranti e costosi dispositivi utilizzati sino ad ora.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>Il videomapping architettonico oggi può essere considerato un nuovo genere artistico multimediale? Vi è la possibilità che anche gli artisti e non solo i grandi marchi possano utilizzarla per fare sperimentazione (e non sia solo usata per comunicazione e pubblicità.<br />
</strong></span>I budget utilizzati dalle grandi società (che hanno compreso le potenzialità di una pubblicità percepita non come tale ma come spettacolo) non sono alla portata della maggior parte degli artisti indipendenti. Occorre quindi puntare sulle idee innovative per sopperire a tali difficoltà. La video proiezione architetturale in spazi chiusi, meglio se interattiva, è una grande occasione che artisti e scenografi hanno per rappresentare le loro idee.<br />
Mi immagino il videomapping utilizzato in spazi chiusi, in teatri attrezzati, senza dover utilizzare proiettori dal costo di un appartamento, dove siano le emozioni e le idee a prevalere a scapito del gigantismo tanto di voga in questo momento.<br />
Un artista che ha già utilizzato con successo tali tecniche è <em>Amon Tobin</em>, le sue performance in teatro sono caratterizzate da una struttura geometrica posta al centro del palcoscenico sulla quale vengono proiettati delle immagini. L&#8217;impatto visivo è un ottimo supporto alla sua particolare sound.<br />
Il pubblico è particolarmente attratto da tali forme di spettacolo visivo-musicale non solo perché rappresenta una novità ma anche perché, a mio giudizio, rimane affascinato dagli stravolgimenti della sua percezione, dalla creazione di oggetti &#8220;impossibili&#8221;, dalla precisa sincronia tra suono e immagini.<br />
Nonostante il video mapping, nelle sue tecniche più innovative, sia nato quasi 3 anni fa, il suo utilizzo in ambito teatrale non è ancora stato preso in seria considerazione ( a parte rari casi).<br />
Penso che il futuro ci fornirà molti spunti di contaminazione tra queste diverse tecnologie, al primo posto pongo l&#8217;interaction design, finalmente il performer libero di muoversi nella scena senza dispositivi aggiuntivi e libero di interagire con la scena e col pubblico senza altre preoccupazioni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<hr>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #990000;"><strong><a href="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2011/10/vito_mazzocchi1.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" class="size-full wp-image-3834 alignleft" src="https://enzogentile.it/eg2/wp-content/uploads/2011/10/vito_mazzocchi1.jpg" alt="" width="152" height="143"></a>Vito Mazzocchi</strong></span> artista poliedrico creativo senza preclusioni, vive e lavora in Liguria, spaziando dalla musica, pittura, scultura, elaborazione digitale, videoarte, cibernetica attraverso un percorso ancorato alla filosofia zen.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>Cos&#8217;è l&#8217;arte e come la vivi?<br />
</strong></span>E&#8217; assenza di tabù, un percorso cosmico, tutto, per me è restare vivo.&nbsp;Non so se sono io a viverla o l&#8217;arte che vive me, so solo che senza di essa non sarei. Mi succede di non cercare l&#8217;idea per esprimere un concetto, l&#8217;idea che mi cerca e di solito quella giusta e la esprimo cosi come arriva, senza preamboli e senza masturbazioni mentali.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #990000;"><strong>Quale stato il tuo percorso artistico?<br />
</strong></span>Ho abbinato sempre le note della mia chitarra alla pittura, pensando di eseguire le note di un quadro o riempire uno spartito con i colori: il ritmo, le pause, i contrappunti, gli accenti sono gli stessi, l&#8217;emozione e l&#8217;esecuzione analoga, tutto parte dall&#8217;anima.<br />
E&#8217; con questo concetto che partendo dalle tele sono passato a elaborazioni digitali ed infine alla cibernetica. In questo percorso la filosofia zen, di cui sono un appassionato, mi ha aiutato in modo determinante, non a caso ho inserito in qualche mostra un monaco zen ed da qualche anno che faccio installazioni cosmiche con giardini zen.<br />
Ultimamente con la collaborazione di <strong>Enzo Gentile</strong> eseguo Cyber performances dove il mio gesto pittorico zen, che chiamo partitura cosmica, viene proiettato sul video ed in tempo reale si riempe di note colorate, secondo una precisa scala cromatica, che suono con la mia chitarra elettrica.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>E&#8217; possibile prevedere una performance globale in cui anche il pubblico modifichi consapevolmente o inconsapevolmente le tracce grafiche e audio? In questo caso la partitura diventa aperta?<br />
</strong></span>E&#8217; senz&#8217;altro possibile e auspicabile. Ci stiamo lavorando, sarà uno dei prossimi progetti. Il coinvolgimento del pubblico, in modo attivo, creerebbe un&#8217;ulteriore variabile e renderebbe ancora più unica la performance.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #990000;"><strong>Chi per te l&#8217;artista?<br />
</strong></span>Semplicemente un uomo libero protagonista di se stesso.</p>
<p style="text-align: justify;" align="JUSTIFY"><span style="color: #990000;"><strong>Nelle tue performance l&#8217;uomo e il cosmo sono sempre in primo piano spesso lanciando messaggi sulle condizioni sociali e sulle ingiustizie, quali sono le motivazioni?<br />
</strong></span>Qualsiasi segnale sociale, visivo&#8230; può esserne la motivazione. La performance una magia, il culmine della meditazione, l&#8217;abbandono dal corpo, la vera realizzazione di me stesso.<br />
Solitamente preparo solo il concetto, l&#8217;esibizione quella del momento,&#8221;questo il momento&#8221;; ritengo che ogni gesto ed ogni momento siano irripetibili, come l&#8217;unicità di ogni essere umano.</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #990000;"><strong>Progetti futuri?<br />
</strong></span>Non programmo mai, altri momenti arriveranno da soli.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="https://enzogentile.it/2011/04/30/andora-sv-palazzo-tagliaferri-zen-sheet-music/">Link alla performance.</a></p>
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