Merilla & Morante – Scenografia Multimediale – Pavia

Merilla e Morante: Quando la Tecnologia Incontra il Barocco Ritrovato

Il Settecento musical, celato per tre secoli tra i faldoni di una biblioteca, ha finalmente ripreso vita. Andare in scena con Merilla e Morante, brillante intermezzo comico lirico del compositore Domenico Natale Sarro risalente al 1718, non è stato un semplice allestimento teatrale, ma un vero e proprio atto di restituzione culturale.

Tutto ha avuto inizio grazie al prezioso lavoro del musicologo Eric Boaro, che ha recuperato e revisionato lo spartito originale custodito negli archivi. Da lì, l’opera ha preso forma per approdare nella magnifica cornice dell’Aula Magna del Collegio Ghislieri di Pavia.

Il motore del progetto: Formazione e Sinergia
Al centro di questa vasta operazione produttiva c’è stata l’impareggiabile direzione e il coordinamento generale della Dott.ssa Rosa Franciamore e del Conservatorio Franco Vittadini di Pavia. Il loro lavoro ha rappresentato il collante fondamentale capace di unire professionisti del settore, musicisti e, soprattutto, le nuove generazioni.

Il progetto ha infatti visto la partecipazione attiva degli studenti degli istituti superiori pavesi ITIS G. Cardano e Liceo Volta, che hanno affrontato mesi di preparazione in un laboratorio multidisciplinare unico nel suo genere. Un contributo prezioso e operativo, per la parte multimediale, è arrivato in particolare dai ragazzi dell’ITIS G. Cardano: il loro supporto è stato vitale sia prima che durante lo spettacolo. Partecipando alle prove tecniche, hanno mappato i momenti salienti sulla partitura, studiato i tempi dell’orchestra e, durante la messa in scena, hanno preso fisicamente il controllo della consolle. Sono stati loro ad animare e orchestrare i cambi scena della complessa regia visiva dal vivo, dimostrando maturità e professionalità.

Il mio ruolo
Il mio intervento si è concentrato sulla scenografia multimediale e sull’architettura visiva dell’opera. La sfida era delicata e affascinante: come vestire una composizione primosettecentesca con tecnologie contemporanee senza tradirne l’anima e l’estetica?

La risposta, anche grazie al lavoro degli studenti coordinati dalla professoressa  Chalmers, si è concretizzata in una perfetta convergenza tra la tradizione storica e le nuove frontiere dell’arte digitale. I quadri visivi e le immagini di fondo sono stati in gran parte generati dall’Intelligenza Artificiale, partendo dall’ispirazione e dallo studio filologico di autentiche stampe e acquaforti del Settecento. Attraverso l’uso di modelli di IA dedicati alla generazione video, queste matrici storiche digitali sono state successivamente animate: la tecnologia ha così permesso di dare vita e movimento dinamico a elementi originariamente statici.

Grazie a un articolato sistema di video mapping e a una regia live gestita rigorosamente a colpi di partitura, le quinte si sono trasformate in un palcoscenico liquido. Gli scenari erano in continua evoluzione: dalle atmosfere fumose a lussureggianti giardini all’italiana, fino a fontane con mascheroni in pietra e cieli barocchi trafitti dalla luce.

Le immagini animate hanno così potuto “respirare” all’unisono con i cantanti. Durante lo spettacolo, le dinamiche visive (guidate in tempo reale dagli studenti) passavano dalla morbida imprevedibilità di scene generative lasciate libere di fluttuare, a perfette sincronie in corrispondenza del duetto finale. Il lento muoversi delle fronde al vento o il fluire dell’acqua non erano semplici sfondi, ma elementi performativi intrecciati ai silenzi, alle pause e ai tempi dettati dal direttore.

Un incontro virtuoso tra patrimonio antico e Digital Humanities, che dimostra ancora una volta come i linguaggi multimediali e la collaborazione tra istituzioni possano espandere le possibilità narrative ed espressive dell’arte classica.